007 non è solo un agente segreto

007 non è solo un agente segreto

La casuale catalogazione di una foto d’epoca con la numerazione di n° 007 ha sollecitato la fantasiosa  associazione al famoso agente segreto James Bond. L’ambientazione  della fotografia originale è collocabile antecedente agli anni cinquanta e rappresenta un locale di una casa di tolleranza.Il soggetto iconografico presente è la valorizzazione della tipica bellezza estetica del corpo femminile degli anni trenta, il cui canone è ancorato ai principi estetici successivamente evoluti con le oscillazioni dei gusti sviluppatosi negli anni avvenire.007 no secret agent L’obiettivo espressivo programmato e successivamente realizzato è stato quello di ricomporre con le opposte alternanze la composizione originale con un apparente disordinato assembramento dei particolari presenti.Il ciclo così denominato è stato realizzato con l’operatività applicata del decollage digitale. Il concetto espressivo fondamentale del decollage sta all’opposizione della operatività del collage; cioè togliere anziché aggiungere.Sostanzialmente consiste nel sottrarre da un cumolo tutto quello che compromette l’esito desiderato. Il risultato finale delinea una nuova composizione composta da ulteriori elementi sotto l’aspetto di tessere aggiuntive. L’iconografia viene articolata da diversi valori espressivi risultati da due opposte attività creative strettamente consequenziali con un iniziale assembramento di immagini di seguito con l’eliminazione del superfluo o del ripetitivo con l’osservazione della programmazione precedentemente sviluppata con un obiettivo finale. 007 no secret agentL’operatività del decollage digitale si avvale di immagini sovrapposte seguendo una catalogazione indirizzata verso l’obiettivo visivo precedentemente  programmato.E’ superfluo  evidenziare di evitare di unire in una unica immagine l’accavallamento per poter successivamente intervenire con l’eliminazione per gradi dell’eccesso. Attraverso una catalogazione delle immagini sovrapposte è possibile visionare il contenuto inserito per monitorare di continuo la composizione di immagini multiple. All’occorrenza è possibile aggiungere effetti speciali o procedere con ridimensionamenti o con appropriate modifiche. Alla fine le tessere residue costruiscono una nuova composizione che sommariamente mantiene elementi strutturali che stabiliscono un rapporto visivo con il soggetto originale. Petrucci Pasquale

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