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Chelsea

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profilo professionale

Nato a Nocera Inferiore (SA) il 02/08/1955 e residente a Salerno, insegna Arte e Immagine presso  

la Scuola “De Filippis-Pastorino" di SALERNO

 Web Designer del sito personale www.pasqualepetrucci.it

 e della scuola secondaria di 1°grado www.defilippis-pastorino.it

Inserito nel gruppo di artisti / sez. Pittura contemporanea“ARTISTIC MOVEMENT  900”.

Autore dei seguenti  progetti attivi sul territorio Nazionale ed Internazionale

 - FOTODINAMISMO  FUTURISTA  ciclo ALTERAZIONI URBANE pannelli fotografici

-- NURAGHE CONTEMPORANEE / Arte Digitale - Installazioni

 - L'immensità Cromatica della Materia / Macrofotografia / Pannelli Fotografici

 - PERCORSI   INTRECCIATI Olio su Tela /Libro d'artista / Foto / Arte Digitale

  DINAMISMO URBANO pannelli fotografici

  CAMPANIART: storie visive pannelli fotografici

   FOTOCOMPOSIZIONI METAFISICHE

1972 Diploma Maestro d’Arte/sez. ceramica SALERNO

1973 Gruppo Teatrale 35 / Miles Gloriosus di Plauto/regia Roberto De Simone

1974 Gruppo Teatrale 35 /Don Perlimplino di Garcia Lorca /regia Roberto De Simone

1975 Gruppo Teat. Accademia Belle Arti /Don Giovanni di Molier/ regia Gennaro Vitello

          Giugno Vesuviano /paesi vesuviani /  Napoli

1976 Diploma di Laurea Accademia Belle Arti  NAPOLI

          sez. Scenografia  /  allievo dello Scenografo  Tony Stefanucci .

dal 1982 al 1988 Direzione artistica Market Art (Centro esposizione oggetti d’arte) Salerno

dal 1989 al 2002 Succursale in via Posidonia / Salerno

dal 2002 Studio di grafica applicata /Elaborazione Trasfer/Gadgets personalizzato a diffusione provinciale con la denominazione MARKET ART di SALERNO 

2002 Progetto COMENIUS /   WELS  -  AUSTRIA

2003 Concorso di pittura FENALC sez. Regionale di SALERNO 3° classificato

2004 Collettiva NORD-EST lo stato dell’Arte Galleria La casa dell’Arte Padova

         Collettiva Il calore del colore Galleria La casa dell’Arte Padova

         Concorso Nazionale L’ecologia :Ambiente e Natura FISCIANO (SA) 6°classificato

         Collettiva I Paesaggisti Galleria La casa dell’Arte Padova

         Collettiva Arte 2004 Paestum Art Gallery Paestum/Capaccio (SA)

         Collettiva CREMONA2000 Galleria Arte Immagini & Spazio Arte CREMONA

         Collettiva INTERNAZIONALE  Ridotto del Teatro Cavour di ADRIA (RO)

         Collettiva Galleria ARTELIER zona corso BUENOS AIRES Milano

          Esposizione Internazionale ARTE FIERA PADOVA  2004  PADOVA

2005   TOUR EXPOSITION  Emilia Romagna

          Hotel TOURING - Hotel BOEMIA - Hotel IL BISCIONE

          Hotel BRISTOL - Hotel Miramare -   RIMINI- CESENATICO -FANO - RICCIONE-GRAZZANO VISCONTI (PC)     

         Mostra – Concorso Castello Chiaromontano ROCALMUTO AGRIGENTO

          Mostra – Concorso CATANIA centro fieristico LE CIMINIERE

          Collettiva Galleria POSTART zona Brera  Milano

          REFERENTE MOSTRA “6 /11 marzo: Nocera Superiore stazione EUROPEA dell’Arte

          Collettiva “IL PONTE” A te e solo per te donna. Nocera Inferiore (SA) 

Dal 02/ maggio / 2005 INSERITO NELL'ARCHIVIO ARTISTI

del museo di Arte Moderna & Contemporanea di Trento e Rovereto

 

2006 RASSEGNA ARTISTICA : EASY ART / Ruote di Libertà – Ali di Fantasia MAUI  Museo delle Arti dell’unità d’Italia / TEANO (CE)

  -    Esposizione Personale “NURAGHE CONTEMPORANEE” presso il F R A C  Fondo Regionale  Arte Contemporanea di Baronissi (SA).

  -     Progetto COMENIUS   /   VRATZA – BULGARIA

  -     1 st international forum on   Documentation and contemporary languages   Pan – palazzo delle Arti  NAPOLI

-          Iscrizione Albo Nazionale Scrittori e Artisti

2007 Progetto COMENIUS  /  BRAILA – ROMANIA

  -   Esposizione Gran Hotel PAESTUM (SA)  Tenuta Lupo’

  -   International Artistic / Without-Sign  Movement /  Gallery MONDIALS

  -   Il circolo / convegno - Hotel Mediterranea Salerno

     OLTREANDIAMO / Prima Edizione del premio Internazionale di Pittura di Pittura Moderna & Contemporanea

     TOUR ESPOSITIVO / CALABRIA = LOCRI / SIDERNO / MARINA DI GIOIOSA / ROCCELLA.

    URBS, URBIS= Collettiva d'arte / Giardini di via Porta Catena  VERONA

-   MUSEO POLIVALENTE di Roccadaspide   “IL BORGO” XII Edizione  1 / 4 Novembre 2007 Incontro d’Arte / Operazione di Land Art.

     GERAGE (REGGIO CALABRIA) Chiesa S. Francesco  OLTREANDIAMO / SIRELA GROUP S.R.L.

     CATANZARO palazzo NIEDDU  OLTREANDIAMO / SIRELA GROUP S.R.L.

    2008  Esposizione Gran Hotel / Tenuta LUPO' Capaccio-Paestum (SA)

           SOUND ART SHOW   IL LAZZARETTO Centro Comunale d'Arte BORGO S.ELIA / CAGLIARI

           Amor Sacro, Amor Profano  Collettiva d'Arte  Galleria  Studio LOGOS    ROMA

          Associazione PUL  /  “ Il Fuoco Sacro dell’Arte” /  Università della Calabria RENDE (CS)

         Galleria TuttArte    PAESTUM  ( SA)  MunnezzArt  21-22-23 Agosto 2008

       3° Sardegna Arte Fiera rassegna d'Arte Contemporanea / ex carceri CASTIADAS (CA)  4-10 Settembre 2008

       MO>VI arte 08  mostra collettiva  palazzo SPADA   Vigonza (PADOVA)

  2009  Nuraghe Contemporanee INSTALLAZIONE & OPERE spazio OFF  TRENTO

            Mostra Collettiva di Pittura " PAESAGGI DI GUERRA" QUARTISSIMO / Centro Museale / QUARTU  SANT'ELENA (CA)

           The Art Box 2009 / Arte Contemporanea / Io,gli altri / Torino

           Mostra LIBRI D'ARTISTI  Istituto Albe Steiner  TORINO

           Esposizione MAIL ART  Biblioteca ITALO CALVINO  TORINO

          NO STOP /  esposizione di Arte Contemporanea / dal 06 giugno al 25 settembre   CONCA PARK HOTEL   SORRENTO (NA)

          dal 06 giugno / Fotocomposizioni Metafisiche

          dal 09 luglio / Nuraghe Contemporanee

          dal 06 agosto / Percorsi Intrecciati

          CONCA PARK HOTEL   SORRENTO (NA)

          RICICLARTI 2009 / dal 25 sett. al 25 ottobre 09 / ex macello di via A. Cornaro,1  PADOVA

         ARTISTICAMENTE 2009 / 3-4-5-ottobre 2009 / centro sociale BATTIPAGLIA (SA)

         FARI NELLA CITTA' / dal 5 novembre al 3 dicembre 09 / ACI  GALLERY c.so Novara,20 F  TORINO

            In Fede l’artista

               A N T O L O G I A         C R I T I C A                               

Paesaggi della mente 

Ada Patrizia Fiorillo

docente di Storia dell'Arte Contemporanea  - Università degli Studi di FERRARA

 

Da un paio di anni Pasquale Petrucci lavora ad un ciclo, cui ha dato il titolo di “Nuraghe contemporanee”, per il quale, quasi ossessivamente, fa ricorso all’immagine di un’iconografia urbana, quella dei cosiddetti cimiteri delle auto, che, ridotte a carcasse, finiscono, accatastate, con l’occupare spazi periferici della città, pur sempre appartenenti alla geografia dello sguardo. Sono composizioni che direi formulate alla luce di una dislocazione temporale: immagini, in sostanza, che l’artista ha memorizzato, restituendole con la presa di una fissità fotografica, secondo la prospettiva di una rigida composizione, col pensiero rivolto, evidentemente, a quelle case-fortezza di antichissima origine, costruite con mattoni troncoconici di pietra. Nuraghe contemporanee, per l’appunto, sul cui taglio di immobilità interviene la fascinazione del lessico e degli impaginati propri alla corrente della metafisica che l’artista richiama sovente in svariate testimonianze, come dettato-guida del proprio percorso creativo. Salvo poi a dover rilevare che le sue composizioni sono il frutto di studiate manipolazioni digitali. In sostanza, a precisare quanto sostenevo innanzi, l’artista lavora sul filo di un tempo duplice che lo spinge all’indietro, a riconsiderare il messaggio dechirichiano, fino ad assumerlo come motivo conduttore di questi dipinti, ed al tempo stesso in avanti, giungendo a tali narrazioni attraverso le più recenti pratiche di elaborazione “virtuale”. Nulla di strano del resto, dal momento che si tratta per una parte del contenuto e per l’altro della forma. Io sarei tentata pertanto, con l’occhio della distanza, vale a dire del non coinvolgimento diretto, a rileggere l’esperienza creativa di Petrucci fuori dall’inquadramento in una poetica i cui richiami appaiono labili ed anche un po’ rischiosi, come a dire occlusivi, per l’attualità della sua ricerca.  Collocando cioè la “pittura metafisica” per l’artista a livello di suggestione, giacché l’incanto di quella stagione, delle motivazioni che l’avevano generata nella stessa resa dei mezzi espressivi con i quali cercava di penetrare il mistero del reale, appaiono oggi di certo irripetibili, direi che va scorta, al contrario, nei suoi dipinti un’originale capacità di rapportarsi al quotidiano, di coglierne attraverso un’immagine prescelta, l’inquietudine, il disagio, le tensioni che accompagnano non solo la propria, ma una moltitudine di esistenze. In qualche modo Petrucci rivolge la propria attenzione ad un “paesaggio” che il XX secolo ci ha restituito come immagine tecnologica ed urbana, concentrandosi su un frammento di esso, nel quadro di una più generale indeterminatezza che vuole ormai, fino ai nostri giorni, completamente disgregata la possibilità di disegnare del reale un’immagine unitaria o quanto meno coerente allo sviluppo della storia umana. Forse è proprio rispetto a questo stato di coscienza, radicalizzata nella percezione soggettiva dello scenario nel quale siamo immersi, a doversi leggere l’inclinazione dell’artista alla ripetizione del soggetto iconico assunto, quasi una forma di coazione, favorita dall’uso stesso del mezzo espressivo. Si è detto infatti che Petrucci ha scelto il linguaggio della “medialità” come tecnica prevalente di queste creazioni che assurgono al valore di pittura, sia che si tratti di quelle tecniche miste, ottenute dall’amalgama di fotografia e colori ad olio, sia di quelle che lui chiama “fotocomposizioni” risultanti dall’applicazione della sola pratica digitale. Una scelta quest’ultima non casuale, da leggersi come valore aggiunto alla necessità di comunicare. Rimangono infatti centrali ed anche più icastiche in questo percorso opere quali Composizione NV 033, Elemento modulare viola, Equilibrio rosso, Clessidra, Fuego tutte del 2005, dove appunto l’artista gioca sull’interferenza della modulazione cromatica come elemento fondante della composizione che accoglie e distribuisce secondo svariate prospettive formali il medesimo soggetto (le auto demolite) seguendo ora la svettanza di precari equilibri verticali, ora la perpendicolarità di una linea orizzontale, fino all’accumulo (l’attrazione ascetica della montagna) o alla saturazione della pagina come in Fuego. Un’opera quest’ultima tra le più intriganti del ciclo, dove il soggetto si fa segno-scrittura, simbolo, assunto oltre il valore decorativo, quale tramite al disegno di uno scenario impenetrabile. Si tratta di paesaggi della mente, sui quali, ad acuire la percezione dell’artefatto, interviene la luce fredda del monitor, uniformante pur nella variazione delle stesure cromatiche. Campiture nette di rossi e neri, di verdi e blu, di grigi e blu, di gialli e rossi, artatamente studiati nel dosaggio di tinte e di toni. Soni i medesimi colori che, animati, ricompaiono nelle tecniche miste dove Petrucci si avvale dei pennelli, per riempire con la corposità dell’olio, vuoti ed interstizi creatisi nella registrazione fotografica del soggetto. Concettualmente la fuga da un possibile horror vacui si lega ad una variazione tecnica che ripropone per questi “paesaggi” l’esercizio della pittura dal quale l’artista è partito e che non ha mai tralasciato, al punto da recuperarlo, con maggiore evidenza, nelle ultime opere anch’esse inserite in questa serie. Esperienze nate dall’interazione tra linguaggi, forse tramite di nuovi sviluppi. Va da sé pertanto che questa pittura di geometrie solide e vivacemente colorate, di corpi vuoti e di armonie alluse (la ricorrente tromba), rompe il silenzio dal quale erano partite le inquietanti “nuraghe”. Nella prospettiva di uno straniamento, ne scompagina l’ordine formale. Quell’ordine attraverso il quale Petrucci ha insinuato la propria percezione della realtà, “enigmatica”, rimemorativa, perché carica di una forte tensione esistenziale. Un dato questo che ne ha sorretto buona parte del ciclo. Su questa spinta infatti l’artista ha aperto gli occhi sullo scenario contemporaneo, ne ha manipolato la sua connotazione di paesaggio, rincorrendo in qualche modo il “presagio” della sua disgregazione. 

marzo 2006

         Presentazione critico letteraria delle opere pittoriche di P.Petrucci

                      curata  da   C A R L A     R U G G E R

      Association International des Critiques Littèraires-P A R I S -

Il trascendente: ecco la parola-chiave che dovrebbe recare maggior consapevolezza all'esistenza umana - pure se la finitudine ci appartiene, pure se lo sguardo non oltrepassa la linea tenue d'orizzonte.Esiste lo sguardo introspettivo,quel cercarsi dentro in un delirio quieto di sensi e spirito e da quell' ancestrale recesso, proiettare all'esterno uno sguardo puro  levigato da ogni scoria-impedimento. L'arte pittorica di Petrucci Pasquale - arricchita di simboli, si rafforza in virtù di un colore impresso -ora con lievità-talora con spessore materico, o ancora, con la "forza collerica" che appartiene all'autore e al colore- questa entità che ci appartiene nel profondo e in vari aspetti seduce e turba, si sottomette perchè possiamo accogliere con i nostri occhi (G O E T H E ):"la totalità, ossia, l'equilibrio perfetto, perchè la ricerca della vita si avvale dei colori,dei suoni,da tutto ciò che i nostri sensi avvertono del mondo esterno e che forse,tutto sommato,esiste già dentro di noi."

Dunque,inoltrarsi in questo percorso della memoria -memoria che si avvale della frammentarietà della vita,che si "nutre " delle cose apparentemente inutili ma che nel contesto esse danno la misura della nostra esistenza- è necessario all'Autore nel raggiungimento di un'Idea, confidare in questa per raggiungere il fruitore, colui che non sa ma che porta in se il germe della conoscenza talora appiattita,o spenta, derivante dallo scenario epocale in cui sta vivendo.

Solo all'Artista è concesso il dono di indagare l'origine dell'essere ,il suo trasformismo, proiettarsi in una dimensione non estranea alla sua sete di appropriarsi delle verità ,o , parte di essere. Dono e sofferenza, indagine rigorosa,creatività-incontro.Questo lo scopo altissimo di un'Arte che tutto concede e tutto toglie se viene a mancare la purezza del gesto che è memoria e sintesi.Pasquale Petrucci ha in sè la forza creativa che lo spinge nel vasto mare delle possibilità, delle variabilità di un incontro con il materiale coloristico per una metafisica concezione delle cose e del mondo.Parlare di questa particolarissima visione che investe in forma teorica e pratica l'arte di Petrucci ,è addentrarsi in substrati di coscienze in cui affluiscono scopi e intenti, proiezioni dinamiche che sfociano in realtà rivissute e trasformate,in cui il fruitore possa rischiare la sua introspezione per nuova libertà di pensiero, di comunicazione.

Concretamente affermo che le personalità pittoriche di Petrucci assumono nello scenario artistico odierno una connotazione singolare-emergono con l'intrinseca peculiarità che è quella del comunicare-Cosa?L'oggetto trasfigurato e collocato nell'atto di evidenziare stati d'animo complessi -non solo: affermare che la loro comparsa non è mera intrusione -ma connotare, respingere l'ordinario,"illuminare" per istanti la comune visione di ciò che anima e ci circonda,affinchè il pensiero giunga a considerazioni che esulino dalla quotidianeità del vivere. Aggiungiamo l'introspettiva visione di una natura con i suoi"tagli" che incidono sul paesaggio in movimento. Essi sciolgono ancestrali legami che talora resistono per condurci in una corrente fluida di pensiero e sentimento del vivere .

Evidente la forza evolutiva del colore,quella spinta interna propulsiva,che anima le figure,gli interni-quel "paesaggio" dall'apparente immobilità, che risplende di luce propria e nel contempo ci raggiunge ,penetra nella nostra individualità di esseri finiti e irragionevoli.La donna-entità insostituibile,diventa e assume per volontà dell'autore- trasfigurata impreziosita da quel proporre elementi -chiave a diversificare la sua esistenza,a coglierla nell'affermazione di un reale che va oltre lo stesso- in uno spazio o dimensione che esula da tutto perchè unica e irripetibile la sua "entrata" nel mondo- mondo che lo stesso Autore desidera per la Donna libero da schemi e imposizioni-un emergere dal terreno della storia rivestita di una nuova identità- figura atipica in una dimensione che si affranca dalla materialità per giungere alla trascendenza,rompere il possibile e là -emergere con il suo enigma,le risposte incomplete ma che tuttavia danno la misura che la verità sta tra le cose e il mondo.

Pasquale Petrucci -con la sua indagine rigorosa verso una visione metafisica- apre una breccia verso questa direzione di idealità e di bellezza in cui l'osservatore possa incontrare una verità nel fondo delle cose o degli eventi che via via assumono metamorfosi e trascendenze nell'ordinario ritmo della vita. Da questo incontro-scontro con una realtà disarmante, la libertà di cogliere ciò che sta oltre -ciò che non si afferra,ma che è, esiste in noi, vive nell'animo dell'artista come una meta percorribile che lo condurrà in ipotesi illuminanti e di perfezione.

     C A R L A    R U G G E R

 

 

CASA DELL'ARTE Mestrino PADOVA

GABRIELLA NIERO

Tra figurazione e astrazione geometrica cresce e si sviluppa la poetica del maestro PETRUCCI

PASQUALE che gradualmente raggiunge esiti compositivi calibrati.Gli oggetti nello spazio sono

un motivo di ispirazione costante,un mezzo per scomporre la forma,per renderla inedita e

vibrante.Il colore segue le modulazioni delle geometrie creando originali effetti di luce.

 

 

GABRIELLA  NIERO

 

NATASHA  BORDIGLIA  associazione culturale diip

Il mondo delle auto demolite costituisce l'orizzonte entro cui si muove il ciclo di

opere NURAGHE  CONTEMPORANEE, di cui fanno parte i pannelli Equilibrio Rosso e

Clessidra. Il riferimento alla problematica del riciclaggio è costante e nelle due opere

appena citate è accentuato dalla composizione. In Equilibrio Rosso le automobili

si distribuiscono secondo linee ascendenti la cui forma porta l'occhio a vagare e a

focalizzare  l'attenzione ora su un dettaglio, ora su un altro, per poi perdersi nel rosso

dello sfondo. La lettura diviene possibile solo a distanza dove l'accumulo assume

l'aspetto di penisola, di terra invasa da rottami, circondata da un mare ormai lontano

dal suo colore originario.  Il gioco delle interferenze tra il soggetto rappresentato

e il modo in cui occupa lo spazio si fa più esplicito in Clessidra dove è evidente il

richiamo alla dimensione temporale, già dichiarata dal titolo stesso dell'opera.

I colori scelti da Petrucci per questo pannello concorrono al senso generale dell'opera

in cui la richiesta di attenzione per l'ambiente diviene ora monito.

     NATASHA  BORDIGLIA

 

ALICE  CASTELLANI   Urbs Urbis  Collettiva d'Arte VERONA

L'artista affronta la dimensione della città in chiave europea, con uno sguardo capace,

attraverso composizioni urbane, di evocare la connessione profonda tra canoni di bellezza

differenti. Da una parte la fredda linea architettonica, dall'altra la morbida curva del corpo

umano. Entrambe si lasciano modellare dalla luce per meglio evidenziare la propria

bellezza. I modelli urbani presi in considerazione sono le principali capitali Europee, per

rafforzare attraverso il linguaggio universale dell'arte, la consapevolezza

dell'arricchimento collettivo del patrimonio artistico in una Europa unita. La tecnica mista

vede foto in bianco e nero antichizzate sposarsi con i colori a olio su tela.

   ALICE CASTELLANI

MARIAROSARIA BELGIOVINE

L'artista vive ed opera a Salerno, le sue opere sono visibili nella galleria virtuale del suo

sito personale. La sua ricerca scorre fluida verso ansie comunicative guidate dalla sua

introspezione artistica. Le opere di Pasquale Petrucci esaltano la traccia oculare; l'Artista

si esprime con grande forza di creatività risolvendo costruzioni architettoniche, e

filtrando figure simboleggianti strutture ed impostazioni segniche. La verticalità

dell'opera combina vivaci armonie della memoria, in grado di definire un suo linguaggio

espressivo, traducendo le atmosfere simboliche con metafore della realtà.

Petrucci  traduce la sua libertà di comunicare con impegno e metodico studio,

costantemente assorto nella sua fantastica creazione di mondi paralleli, cercando forme

di energia emozionale nelle quali identificarsi ed estrarre forza vitale, vivacizzando la

visione di ogni tema narrato con descrizione ai confini dell'incoscio.

MARIAROSARIA  BELGIOVINE