La fotografia Contemporanea

   LA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA

 

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fotografia-e-arte-contemporanea-informale

In diverse fotografie contemporanee è possibile rilevare diversi valori espressivi dell’arte moderna e contemporanea perché posseggono la stessa  struttura visiva dei principali movimenti artistici del novecento. Tanto è vero che il mio quarto workshop, inerente al progetto denominato creative art workshop contemporary realism, è risultato di tipo informale con evidenti riferimenti alla iconografia dell’arte informale. La ricerca di scatti fotografici di rilievi cromatici e materici presenti in svariati posti del territorio evidenziano la nostra condivisione quotidiana con una  iconografia informale. Comunque dall’ impressionismo in poi l’elemento di  fusione con  maggiore determinazione della fotografia in un contesto contemporaneo, è senz’altro l’essenza di concettualismo che è stato definito anagraficamente negli anni sessanta-settanta ma concretamente è  emerso in tanta produzione artistica pre-concettuale e post-concettuale. L’ essenza concettuale dell’espressionismo fotografico si completa quando l’immagine attraverso la struttura compositiva riesce a trasmettere sensazioni ed emozioni. La personalizzazione di un espressionismo fotografico risulta essere parallelo alla caratteristiche dell’espressionismo delle principale arti figurative:- la pittura; la scultura; l’architettura;- ed è portatore di un originale valore estetico. Il riconoscimento di un personale espressionismo fotografico presente in diverse realizzazioni con chiari riferimenti alle potenzialità estetiche dell’arte novecentesca comprova il forte legame tra la fotografia e arte contemporanea. Inoltre è necessario ricordare che l’arte concettuale ridimensiona notevolmente la forma e la tecnica per dare spazio al concetto che può essere rappresentato con qualsiasi linguaggio espressivo, compreso la fotografia che anche con questa funzione è senz’altro contemporanea.

fotografia contemporanea
fotografia informale arte moderna e contemporanea

L’aspetto concettuale contribuisce ad alimentare costantemente la ricerca espressiva dell’artista-fotografo  che abbandonando schemi prestabiliti attraverso una continua sperimentazione concretizza un crescente espressionismo fotografico che ha il suo avvio dal punto di vista dell’artista – fotografocontemporaneo. Comunque senza ignorare il valore espressivo della fotografia artistica che comunque ha iniziato con la sua creatività accademica a valorizzare inizialmente un primo valore espressivo-fotografico.

Petrucci Pasquale

 

 

Iconografia del Fotodinamismo

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Iconografia del fotodinamismo Futurista di Petrucci Pasquale
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Le manipolazioni digitali  appartengono alla attuale quotidianità ma precedentemente tra le diverse ricerche espressive realizzate dai pionieri della fotografia e arte  contemporaneail Fotodinamismo  Futurista di Anton Giulio Bragaglia personalmente riesce a trasmettere maggiore interesse. In primo piano viene inserito il movimento del soggetto in movimento, in particolare risulta determinante immortalare il moltiplicarsi della sagoma in diverse successioni. Creare in un’unica immagine una sorte di collage di tanti fotogrammi rende attuabile un dinamismo iconografico.

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Ma la ricerca fotografica di Bragaglia non ebbe un particolare consenso forse perché la cinematografia rendeva meglio il concetto di movimento che era l’essenza del Futurismo,ma anche perché i futuristi tenevano la fotografia in poco o nessun conto (Exibart / I futuristi:contro la fotografia? Claudio Marra 10/04/09).Comunque la pubblicazione del libro scritto da Bragaglia, intitolato proprio “Fotodinamismo Futurista” scatenò un definitivo rinnego della teoria di Anton Giulio all’interno del movimento futurista. Scrive il pittore Boccioni a Sporvieri, direttore della galleria romana di via del Tritone impegnato nell’allestimento di una mostra futurista: “Mi raccomando, te lo scrivo a nome degli amici futuristi, escludi qualsiasi contatto con la fotodinamica del Bragaglia…”.Il mio personale interesse verso il fotodinamismo è coinvolgente fino a progettare una ricerca espressiva fotografica che gradualmente ha raggruppato diversi scatti fotografici caratterizzati con specifiche indicazioni tecniche operative che sono state dettagliatamente descritte nel mio personale atelier. Il  progetto ha avuto una significativa ripercussione estetica che si è concretizzata con diverse esposizioni .

Iconografia del Fotodinamismo Futurista
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E’ doveroso evidenziare la personale mostra realizzata a Milano Italy in via Gerolamo Morone,6 presso il centro Creatve Council con la denominazione Miraggi e con il profilo critico del prof.Carlo Franza. Ulteriori esposizioni sono state realizzate Specchia (LE) Italy presso il Borgo Cardigliano con la denominazione di Alfabeti Visivi e a Casoria (NA) Italy presso il Museo CAM nella rassegna Survival.

Petrucci Pasquale

all Exhibitions

 

2020    CONCA PARK HOTEL   SORRENTO (NA)   “Percorsi Intrecciati” progetto

         Arte  Hotel itinerante ./ esposizione permanente

          Hotel Dei Principati Baronissi (SA)     “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”. / esposizione permanente

          Hotel Tenuta LUPO’ /  Paestum (SA) “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”. / esposizione permanente

         RINASCITA /progetto Internazionale di Digital Art /SACS (Spazio Arte Contemporanea Sperimentale) Comune di Quiliano (SV).

         AMAZON FREE  FOREVER / mail art per ARCHIVIO AMAZON

c.so Sempione,67  MILANO   ITALY

 

        Esposizione online / BRIGHTON PHOTO FRINGE 2020 /

Brighton  BN 9 NB / UNITED KINGDOM / REGNO UNITO (UK)

 

      

 2019 CONCA PARK HOTEL   SORRENTO (NA)   “Percorsi Intrecciati” progetto Arte

          Hotel itinerante ./ esposizione permanente

          Hotel Dei Principati Baronissi (SA)     “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”. / esposizione permanente

          Hotel Tenuta LUPO’ /  Paestum (SA) “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”. / esposizione permanente

         Collezione Civica FIBER ART – città di CHIERI (TO)

 

2018  fino al 31 Dicembre 2018 SURVIVAL  presso Museo CAM di Casoria

          fino al 30 Novembre 2018 “SAN GENNARO EXPO” presso MaMo gallery via Plinio,37 – 20129 Milano

          CONCA PARK HOTEL   SORRENTO (NA)   “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”/esposizione permanente

          Hotel Dei Principati Baronissi (SA)     “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”. / esposizione permanente

          Hotel Tenuta LUPO’ /  Paestum (SA) “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”. / esposizione permanente

          fino al 30 Ottobre 2018 SACS – SPAZIO ARTE CONTEMPORANEA SPERIMENTALE  / 17047 Quiliano (SV) – ITALIA

          fino al 30 Settembre 2018 LINEADARTE OFFICINA CREATIVA (NA)  

   

2017  fino al 27 Gennaio 2017  Università del Melo presso VISUAL ART GALLERY di Gallarate / TERRA MADRE

          CONCA PARK HOTEL   SORRENTO (NA)   “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”/esposizione permanente

          Hotel Dei Principati Baronissi (SA)     “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”. / esposizione permanente

          Hotel Tenuta LUPO’ /  Paestum (SA) “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”. / esposizione permanente

 

2016 Hotel Tenuta LUPO’ /  Paestum (SA) “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”.

          CONCA PARK HOTEL   SORRENTO (NA)   “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”.

          Hotel Dei Principati Baronissi (SA)     “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”.

          Percorsi Intrecciati spazio espositivo “DAVVERO” SALERNO

          DONNA collettiva presso Spazio Espositivo “DAVVERO” SALERNO dal 08/ al 19/ Marzo 2016

         “Vestire le immagini dell’ Arte per affermare la legge dell’amore” PERFOMANCE presso l’area Archeologica di Paestum (SA) evento “POSEIDON-PAESTUM”

         SURVIVAL  presso Museo CAM di Casoria dal 24 al 30 Settembre 2016

         

2015 Hotel Tenuta LUPO’ /  Paestum (SA) “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”.

          CONCA PARK HOTEL   SORRENTO (NA)   “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”.

          Hotel Dei Principati Baronissi (SA)     “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante”.

          Percorsi Intrecciati spazio espositivo “DAVVERO” SALERNO

 

2014 SMALL  ART fino al 6 gennaio /2014 -galleria ADSUM / TELIZZI (BA)Italy

          CANTICO DELLE CREATURE  / convento San Francesco di TRIGGIANO (BA) Italy dal

           18 al 26 gennaio 2014    

          SEGNI X LIBRI  /  segnalibro d’artista /  LATINA Maggio 2014

 

2013 Hotel Tenuta LUPO’ /  Paestum (SA) “Percorsi Intrecciati” progetto Arte Hotel itinerante

        Percorsi Intrecciati sala Federico Fellini / Comune Furore (SA)

         Civiltà Bresciana / Brescia / Collettiva SS.Faustino e Giovita 2013

        T’amo in progress / Galleria Civica di Arte Contemporanea / Bitonto (BA)

        Natura Naturans / Land Art IX edizione Campi Flegrei (NA) 19/05 al 30/06/2013

         PAESAGGIO ITALIANO / Collettiva Itinerante Europea / Made in Italy

         Museo Municipale di Bucarest(Romania) dal 15/03 al 10/04/2013

         Museo d’Arte di Ploiesti (Romania) dal 12/04  al 30/04

          Museo del basso Danubio di Calarasi (Romania) dal 03/05 al 06/06/2013

         Museo della Arti Visive di Galati (Romania)   agosto 2013

         Galleria d’Arte di Silistra (Bulgaria) dal 05/09 al 25/09/2013

        WITH HARDS  / fondazione  EUGENIO DE ALMEDIA / Evora PORTOGALLO / dal

          11/07 al 15/09

       

        Archeologia Industriale / Il recupero possibile; dal passato al presente…al futuro.

        Galleria teatro Curci  / Barletta / dal 10 al 24 Novembre 2013

      

2012 PLUS FLORENCE  /  Firenze “FILOSOFIE DI PALPITI” fino al 13/04/12  PERSONALE

        Hotel Tenuta LUPO‘ / Paestum (SA) ” PERCORSI INTRECCIATI” progetto Art Hotel itinerante

       ARTE A GOGO’ / nuovo centro stampa / TERLIZZI  (BA) fino al 10 / 05/2012

       CROMIE AL MUSEO / Museo Archeologico di Valmontone (ROMA)  dal 09 giugno  al 17 giugno 2012

       SACS / IMMAGINE:progetto internazionale di Arte Postale e Digitale / Sala Polivalente

      di Quiliano (SAVONA)  dal 30 agosto al 09 settembre 2012

     ARCIPELAGO 23 collettiva Arte Contemporanea / PERGINE – VALSUGANA / via Petrarca,36

       GIORNATE  INTERNAZIONALE SULLA RUSSIA

      presso TILT spazi espositivi del centro regionale per la creatività

      via Quattro Caselli 75020 MARCONIA DI PISTICCI (MT)

      T’AMO presso ADSUM  arte Contemporanea palazzo della Meridiana

      via Marconi,5  TERLIZZI  (BA)

 

 

2011      ALFABETI VISIVI  / Nuovo Atlante delle Arti /   Borgo Cardigliano SPECCHIA (LE)

              FRATELLI D’ITALIA / Nuovo Atlante delle Arti / Borgo Cardigliano SPECCHIA (LE)

              SPAZIO ARTE /  Nuraghe Contemporanee /Castello di Castellabate / Castellabate (SA)

              III° Triennale Arte Sacra / Pinacoteca De Napoli / Terlizzi BA

             

 

2010       CONTEMPORARY ART ROME  galleria ROSSO CINABRO  ROMA

SIAMO TUTTI LA STESSA PERSONA/ Roman Country Residence / Ostia ROMA

“ SCAMBI” Centro Culturale CASA TANI  ROVERETO / TRENTO

                    Centro Mussale “QUARTISSIMO” Il Talismano d’Artista Quartu Sant’elena / CA

                Giornata del Contemporaneo” Associazione DARTE /  La Loggia TORINO 

                MIRAGGI rassegna personale / CREATIVE COUNCIL / MILANO        

                SMALL ART  3° Rassegna Nazionale di Arte  Galleria ADSUM /  Terlizzi BA

 

2009        Nuraghe Contemporanee INSTALLAZIONE & OPERE spazio OFF  TRENTO

         Paesaggi di guerra – Quartissimo /  Centro Museale / Quartu Sant’Elena (CA)          

          The Art Box 2009 / Arte Contemporanea / Io,gli altri / Torino

          Mostra LIBRI D’ARTISTI  Istituto Albe Steiner  TORINO

          Esposizione MAIL ART  Biblioteca ITALO CALVINO  TORINO

          NO STOP /  esposizione di Arte Contemporanea / dal 06 giugno al 25 settembre

          dal 06 giugno / Fotocomposizioni Metafisiche

          dal 09 luglio / Nuraghe Contemporanee

          dal 06 agosto / Percorsi Intrecciati

          CONCA PARK HOTEL   SORRENTO (NA)

                 RICICLARTI 2009 / ex macello di via A. Cornaro,1  PADOVA

ARTISTICAMENTE 2009 / 3-4-5-ottobre 2009 / centro sociale BATTIPAGLIA (SA)

 FARI NELLA CITTA’ / ACI  GALLERY c.so Novara,20F  TORINO

 

 

2008          Esposizione Gran Hotel / Tenuta Lupò Capaccio Paestum (Sa)

                  SOUD ART SHOW  “ Il Lazzaretto Centro Comunale d’Arte Borgo S.Elia- CAGLIARI

                  Associazione PUL  /“ Il Fuoco Sacro dell’Arte” /  Università della Calabria RENDE (CS)

                  Galleria TuttArte    PAESTUM  ( SA)  MunnezzArt  21-22-23 Agosto 2008

                   3° Sardegna Arte Fiera rassegna d’Arte Contemporanea / ex carceri CASTIADAS (CA) 

                   MO>VI arte 08  mostra collettiva  palazzo SPADA   Vigonza (PADOVA)

 

    2007        Progetto COMENIUS  /  BRAILA – ROMANIA

                    Esposizione Gran Hotel PAESTUM (SA)  Tenuta Lupo’

                    International Artistic / Without-Sign  Movement /  Gallery MONDIALS

                    Il circolo / convegno – Hotel Mediterranea Salerno

                    OLTREANDIAMO / Prima Edizione del premio Internazionale di Pittura Moderna &     

                    Contemporanea TOUR ESPOSITIVO / CALABRIA = LOCRI / SIDERNO /

                     MARINA DI GIOIOSA / ROCCELLA

                     MUSEO POLIVALENTE di Roccadaspide “IL BORGO” XII Ediz. / Land Art.

 

   2006         RASSEGNA ARTISTICA : EASY ART / Ruote di Libertà – Ali di Fantasia

                    MAUI  Museo delle Arti dell’unità d’Italia / TEANO (CE)

                  Esposizione Personale “NURAGHE CONTEMPORANEE” presso il F R A C  Fondo

                  Regionale Arte Contemporanea di Baronissi (SA).

                    Progetto COMENIUS   /   VRATZA – BULGARIA

1        st international forum on Documentation and contemporary languages  Pan – NA

            Iscrizione Albo Nazionale Scrittori e Artisti

 

  2005         TOUR EXPOSITION  Emilia Romagna

                   Hotel TOURING – Hotel BOEMIA – Hotel IL BISCIONE

                   Hotel BRISTOL – Hotel Miramare –   RIMINI- CESENATICO -FANO 

                   RICCIONE-GRAZZANO VISCONTI (PC)     

                   Mostra – Concorso Castello Chiaromontano ROCALMUTO AGRIGENTO

                   Mostra – Concorso CATANIA centro fieristico LE CIMINIERE

                   Collettiva Galleria POSTART zona Brera  Milano

                   REFERENTE MOSTRA “6 /11 marzo: Nocera Superiore stazione EUROPEA dell’Arte

                   Collettiva “IL PONTE” A te e solo per te donna. Nocera Inferiore (SA) 

                   Dal 02/ maggio / 2005 INSERITO NELL’ARCHIVIO ARTISTI

                   del museo di Arte Moderna & Contemporanea di Trento e Rovereto

 

 2004          Collettiva NORD-EST lo stato dell’Arte Galleria La casa dell’Arte Padova

                   Collettiva Il calore del colore Galleria La casa dell’Arte Padova

                   Concorso Nazionale L’ecologia :Ambiente e Natura FISCIANO (SA) 6°classificato

                   Collettiva I Paesaggisti Galleria La casa dell’Arte Padova

                   Collettiva Arte 2004 Paestum Art Gallery Paestum/Capaccio (SA)

                   Collettiva CREMONA2000 Galleria Arte Immagini & Spazio Arte CREMONA

                   Collettiva INTERNAZIONALE  Ridotto del Teatro Cavour di ADRIA (RO)

                   Collettiva Galleria ARTELIER zona corso BUENOS AIRES Milano

                   Esposizione Internazionale ARTE FIERA PADOVA  2004  PADOVA

 

2003          Concorso di pittura FENALC sez. Regionale di SALERNO 3° classificato

 

2002           Progetto COMENIUS /   WELS  –  AUSTRIA

 

In Fede l’Artista      Pasquale Petrucci

Critical Anthology of Art / English

 

Prof. Carlo Franza,

 illustrious Historian of Contemporary Art on an international level

Carlo Franza writes: “Photography, sovereign art, has told the story of modernity before and postmodernity today, with shots that have made reality prompted by a progress of continuous and visibly elastic sequences, such as the futurist photodynamism of Anton Giulio Bragaglia, the last one that prompted the recent work of Pasquale Petrucci, the architect of urban alterations (buildings) and dynamisms (people). A sophisticated theater of anonymous, striking, disenchanted, surrogate, wild, naive, out of phase and enigmatic images, the risk of a daily crushed and torn but also allusive, implicit, seductive and pathologically oriented towards the natural side. The dream is revealed so real, ready to discover itself in a stale light that masks the body in love with the streets, districts, the city, the territory, and burns with atmospheric colors the slice taken, the borders with its rhythms, the places where human features palpitate, architectures immersed in the evening alterity, persistent and implacable mirages. The images reveal the fortune and the trace of the mirages, the estrangements of this sacrificial operation that invites as in an ecstasy to close your eyes and look under the pressure of optical impulses, while a camera captures ghosts and restless shadows, shipwrecks and sways , traces and flashes, artifices of a sure eye that knows how to grasp the vain of existence. So Pasquale Petrucci with a formative flair and corrosive shots moved to the production of chapters where he projected the transience and beauty of the world, in diversity and evocation, discovering vertigo, burrs of emptiness, filaments of siege, branchy encumbrances, shadows in movement, fragments of cracks, bare macules, feverish colors, announcing a network of different visual alphabets that are now the portrait of its new contamination ”.

Prof. Carlo Franza,

 

 

Landscapes in mind

 

By prof. Ada Patrizia Fiorillo

 

Since 2 years Pasquale Petrucci has been working to a cycle which he has titled Nuragheì Contemporanee .For this cycle he resorts, nearly with obsession, to the imagery of a urban iconography , that of the so-called “breaker’s yard”, stocked cars that, take up outskirts areas of the city and that belong to the “geography of the look”. According to me they are compositions, created at the light of a temporary break up: basically pictures that the artist has memorized, and to which he returns as a photograph, according to the prospective of a stiff composition, but now with the thought addressed to that ancient house-fort made of heavy stones that look like a cut-off cones. “Nuraghe Contemporanee” exactly on whose immobility intervenes the charm of the typical lexicon and layout of the “Metaphysical Movement” which the artist reconsiders in a lot of

occasions, as a guide-detail of his own creative track. Except that, you than have to realize that his compositions are the result of precise “digital manipulations”. Basically, to specify what I had already said, the artist works in a double time which pushes him back, to reconsider the message of “ De Chirico” until take it an as main pattern of these pictures, and at the same time, that pushes him forward, arriving at these narrations through the most recent practise of “virtual elaboration”. Nothing strange, considering that it deals, on one hand, with the contents and, on the other hand, with the shapes. However, I would like to re-read Petrucci’s experiences without a direct involvement, and without some delicate references that could be dangerous for the topical of his studies, and, on the contrary, placing the “metaphysical painting” only an a suggestion level, because the charm of that movement and of the reasons that generated it with those expressive means that entered the mystery of the reality, nowadays are certainly unrepeatable. However, it could be found, in Petrucci’s pictures, an original ability to compare himself to the daily, and to “pick”, through a pre-chosen image, the uneasiness , the discomfort, and the tension that characterized a lot of existences, and not only the own. In some way, Petrucci addressed his attention to a “landscape” that the XX century has returned us as a technological and urban image, concentrating himself only on a fragment and not on the whole which is, nowadays, indefinite and indeterminate. So it would be completely impossible to paint the reality as a close image or at least as an image logically tied with the development of History. Probably, it is just regarding this state of conscience, tied to the subjective perception of the landscape in which we are dipped, that it should be read the artist’s inclination to the repetition of the “chosen” subject, which is nearly a kind of cohesion, encouraged by the expressive means. In fact, as I had already said, Petrucci has chosen the language of the “medialità”, as main technique of these works, that now they take the value of pictures both if they are realized with the “Tecnica mista” obtained thanks the union of Photography and oil-paints, and if they are realized with that technique that ha calls “Fotocomposizione” obtained only thanks the “digital technique”. And, the latter is not a change choice, but it is suggested by the necessity to communicate. In fact in this cycle there are some very meaningfully works, as Composizione NV 033, Elemento modulare viola, Equilibrio rossi ,Clessidre, Fuego, all of 2005, where the artist “plays” with the interference of the chromatic modulation, a basic element of these compositions, that he collects and, at the same time, distributes according it to the different prospective of the same subject (the demolished cars) following sometimes the light of precarious vertical equilibriums, and sometimes the

Perpendicular of an horizontal line, until the accumulation (the ascetic attraction of the mountain) or until filling the whole page, as in Fuego. The latter is one of the most intriguing works of the cycle, where the subject becomes a symbol, used beyond his decorative value, as the key of a picture of an impenetrable landscape. They are landscapes in mind, on which, in order to sharpen the perception of the adulterated, intervenes the cold light of the monitor which is able to level it, although the chromatic drawings up: sharp background paintings of Red and Black, of Green and Blue, of Grey and Blue, of Yellow and Red, beautifully studied in the dosage of colour and in the tones. They are the same colours became animated that reappear in the “technical mist” where Petrucci avails himself of the paint brushes, in order to fill up, with the substance of the oil-paints, the empty spaces that have been created during the photographic recording of the subject. Conceptually, the escape from a possible “Horror vacui” is tied to a technical variation that suggests again, for this” landscape” ,the exercise of the Painting from which the artist is left and that he has never forgotten, until recovering it with greater evidence, in the last works inserted in this cycle, too. This last works are born from the interaction among more languages; and it is simple to notice that this Painting of solid and lively coloured geometries, of empty bodies, and of harmonies, just alluded (the recurrent Trumpet), breaks off the silence from which started the troubling ”Nuraghe”. It “disorders the original order”. That same order through which Petrucci has insinuated the own perception of the enigmatic reality, considering it loads with a strong existential tension. And, this is a detail that has supported the greater part of the cycle. In fact, it is just leaving from this strange push that the artist has “opened the eyes” on the contemporary World, to which he has manipulated the connotation of landscape, nearly running after the omen of its destruction.

March 2006

 

 

“One of stronger and deeper feeling that the pre-history have left us is the feeling of the omen. That feeling will always exist. It is like an eternal proof of the no-sense of the Universe. The first Human Being must had seen omens everywhere, and he must had frightened at every step”

Giorgio De Chirico

 

The “Feeling of the Omen” inherent to the pre-historical Art, does a charming link with my “Nuraghe Contemporanee”, definition that I have do to these huge ”mountains” made of stocked cars that usually are in the car storage. Not so for the city-centre, they are inserted in an urban architectural context and they belong to our daily reality. The megalithic monuments, have been keeping, since centuries, a secret: theirs real function. And the hypotheses about an eventual use-function of the”Nuraghe” push me to consider them like the first Metaphysical monument of the World. In particular, a construction towards the sky suggests a link between Earth and Sky -that isbetween alive world and dead world. This existential enigma has been placed as foundation of the De Chirico’s Art. Besides, the real possibility to think at the “Nuraghe” as a place of “cult and burying“ contributes to create a verymetaphysical atmosphere. A similar atmosphere is also diffused in the car storage, or, in order to define them with a metaphysical term, “breaker’s yard”. On the scene, the real protagonist is the loneliness which slithers among the old demolished cars that, until some years ago, “lived” along the urban streets. The scene that is shown is nearly spectral. A little light goes only through some spaces that have been involuntary created among the cars. The car insides keep jealously, as a grave, infinity of: loves, confessions, abuses, betrayals, sex, collaborations, oaths, understandings, deceits, agreements, councils, regrets, wishes, declarations, insults, thoughts, adventures, and so on.Memories of a life, recorded on the seats, in the dashboard or in the drawer of the door that cannot vanish. On the contrary, they will always remain and they will become permanent. Memories that “have been put”, one over to the other, in a pyramidal shape. They have been joined in order to create an energy, that feeds these huge mountain of stocked cars; the “Nuraghe Contemporanee”.

 

Ada Patrizia Fiorillo

 

 

Literary critical presentation of the pictorial works of P. Petrucci

                      curated by C A R L A R U G G E R

      Association International des Critiques Littèraires-P A R I S –

The transcendent: this is the key word that should bring greater awareness to human existence – even if finitude belongs to us, even if the gaze does not go beyond the tenuous line of horizon. There is an introspective gaze, that searching within in a quiet delirium of senses and spirit and from that ancestral recess, to project outside a pure gaze smoothed by every slag-impediment. The pictorial art of Petrucci Pasquale – enriched with symbols, is strengthened by virtue of a color imprinted – now with lightness – sometimes with material thickness, or again, with the “choleric force” that belongs to the author and to color – this entity that belongs to us in the depths and in various aspects seduces and disturbs, submits because we can welcome with our eyes (GOETHE): “the totality, that is, the perfect balance, because the search for life makes use of colors, sounds, from all that our senses perceive of the external world and that perhaps, after all, already exists within us. ” Therefore, to enter this path of memory – a memory that makes use of the fragmentation of life, which “feeds” on apparently useless things but which in the context they give the measure of our existence – is necessary for the Author to achieve an Idea , trusting in this to reach the user, the one who does not know but who carries within himself the germ of knowledge that is sometimes flattened, or extinguished, deriving from the epochal scenario in which he is living.

Only the Artist is granted the gift of investigating the origin of being, its transformation, projecting himself into a dimension that is not alien to his thirst to appropriate the truth, or part of being. Gift and suffering, rigorous investigation, creativity-encounter. This is the lofty purpose of an Art that concedes everything and takes everything away if the purity of the gesture that is memory and synthesis is lacking. Pasquale Petrucci has within himself the creative force that pushes him into the vast sea of ​​possibilities, of the variability of an encounter. with the coloristic material for a metaphysical conception of things and of the world.To talk about this very particular vision that invests the art of Petrucci in theoretical and practical form, is to delve into substrates of consciences in which purposes and intents flow, dynamic projections that result in realities relived and transformed, in which the user can risk his introspection for new freedom of thought, of communication. In concrete terms, I affirm that Petrucci’s pictorial personalities take on a singular connotation in today’s artistic scenario – they emerge with the intrinsic peculiarity that is that of communicating – What? The transfigured object and placed in the act of highlighting complex moods – not only : to affirm that their appearance is not a mere intrusion – but to connote, reject the ordinary, “illuminate” for moments the common vision of what animates and surrounds us, so that the thought reaches considerations that go beyond the everyday life. We add the introspective vision of a nature with its “cuts” that affect the landscape in motion. They dissolve ancestral ties that sometimes resist to lead us into a fluid current of thought and feeling of living. The evolutionary force of color is evident, that internal propulsive thrust, which animates the figures, the interiors – that “landscape” with apparent immobility, which shines with its own light and at the same time reaches us, penetrates our individuality as finite and unreasonable beings. The irreplaceable woman-entity becomes and assumes by the will of the self-transfigured embellished by that proposing elements -key to diversify her existence, to grasp it in the affirmation of a real that goes beyond herself- in a space or dimension that goes beyond from everything because his “entry” into the world – the world that the Author himself desires for the Woman free from patterns and impositions – is unique and unrepeatable – an emergence from the terrain of history covered with a new identity – atypical figure in a dimension that frees itself from materiality to reach transcendence, break the possible and there – emerge with its enigma, the answers incomplete but which nevertheless give the measure that the truth lies between things and world. Pasquale Petrucci – with his rigorous investigation towards a metaphysical vision – opens a breach towards this direction of ideality and beauty in which the observer can encounter a truth in the depth of things or events that gradually take on metamorphosis and transcendence in the ordinary rhythm of life. From this encounter-clash with a disarming reality, the freedom to grasp what is beyond – what cannot be grasped, but which is, exists in us, lives in the soul of the artist as a viable goal that will lead him into illuminating hypotheses and perfection.

     C A R L A R U G G E R

 

HOUSE OF ART Mestrino PADUA

GABRIELLA NIERO

The poetics of the master PETRUCCI PASQUALE grows and develops between figuration and geometric abstraction and gradually reaches calibrated compositional results.Objects in space are a motif of constant inspiration, a means to decompose form, to make it unprecedented and vibrant. Color follows the modulations of the geometries creating original light effects.

 

NATASHA BORDIGLIA cultural association diip

The world of demolished cars constitutes the horizon within which the cycle of NURAGHE CONTEMPORANEE works moves, which includes the Red Balance and Clessidra panels. The reference to the problem of recycling is constant and in the two works just mentioned it is accentuated by the composition. In Red Balance the cars are distributed according to ascending lines whose shape leads the eye to wander and focus attention now on one detail, now on another, and then get lost in the red background. Reading becomes possible only at a distance where the accumulation takes on the appearance of a peninsula, of land invaded by debris, surrounded by a sea now far from its original color. The game of interferences between the represented subject and the way in which it occupies the space becomes more explicit in Clessidra where the reference to the temporal dimension is evident, already declared by the title of the work itself. The colors chosen by Petrucci for this panel contribute to the general sense of the work in which the request for attention to the environment now becomes a warning.

NATASHA BORDIGLIA

 

ALICE CASTELLANI Urbs Urbis Art Collective VERONA

The artist faces the dimension of the city in a European key, with a gaze capable, through urban compositions, of evoking the profound connection between different canons of beauty. On the one hand the cold architectural line, on the other the soft curve of the human body. Both let themselves be shaped by light to better highlight their beauty. The urban models taken into consideration are the main European capitals, to strengthen, through the universal language of art, the awareness of the collective enrichment of the artistic heritage in a united Europe. The mixed technique sees antiqued black and white photos marrying with oil colors on canvas.

ALICE CASTELLANI

 

MARIAROSARIA BELGIOVINE

The artist lives and works in Salerno, his works are visible in the virtual gallery of his personal website. His research flows fluidly towards communicative anxieties guided by his artistic introspection. The works of Pasquale Petrucci enhance the eye trace; the Artist expresses himself with great strength of creativity by solving architectural constructions, and filtering figures symbolizing structures and sign settings. The verticality of the work combines lively harmonies of memory, capable of defining its own expressive language, translating the symbolic atmospheres with metaphors of reality. Petrucci translates his freedom to communicate with commitment and methodical study, constantly absorbed in his fantastic creation of parallel worlds, looking for forms of emotional energy in which to identify and extract vital force, enlivening the vision of each theme narrated with description on the edge of the unconscious .

MARIAROSARIA BELGIOVINE

 

 

 

Critical Anthology of Art

   

 

Prof. Carlo Franza,

 illustre Storico dell’Arte Contemporanea di piano internazionale

Scrive Carlo Franza: “La fotografia, arte sovrana, ha raccontato la modernità prima e la postmodernità oggi, con scatti  che hanno reso la realtà  sollecitata da un progress di sequenze continue  e visibilmente elastiche,come il fotodinamismo futurista  di Anton Giulio Bragaglia, processo quest’ultimo che ha sollecitato il recente lavoro di Pasquale Petrucci, artefice di alterazioni (edifici) e dinamismi (persone) urbani. Un teatro sofisticato di immagini anonime, eclatanti, disincantate,surrogate, selvagge, ingenue, sfasate ed enigmatiche,azzardo di un quotidiano franto e squarciato ma anche allusivo, sottinteso,seduttivo e patologicamente volto al verso naturale. Il sogno si svela così reale, pronto a scoprirsi in una luce viziata che maschera il corpo innamorato delle strade, dei rioni, della città,del territorio, e brucia di colori atmosferici la fetta ripresa, i confini con i suoi ritmi, i luoghi dove palpitano sembianze umane,architetture immerse nella vespertina alterità, miraggi insistenti e implacabili. Le immagini svelano la fortuna e la traccia dei miraggi, gli straniamenti di quest’operazione sacrificale  che invita come in un’estasi a chiudere gli occhi e guardare sotto la spinta di pulsioni optical,mentre una telecamera cattura fantasmi e irrequiete ombre,naufragi a ondeggiamenti,tracce e guizzi, artifici di un occhio sicuro che sa cogliere il vano dell’esistenza. Così Pasquale Petrucci con fiuto formativo e corrosivi scatti s’è mosso  alla produzione di capitoli dove ha proiettato  la transitorietà e la bellezza del mondo, nella diversità e nell’evocazione,scoprendo vertigini, bave di vuoto, filamenti di assedio, ingombri ramosi, ombre in movimento, frammenti di fenditure,  macule spoglie, colori febbricitanti, annunciando una rete di alfabeti visivi diversi  che sono ormai il ritratto della sua nuova contaminazione”.  

 

Paesaggi della mente 

Ada Patrizia Fiorillo

docente di Storia dell’Arte Contemporanea  – Università degli Studi di FERRARA

 

Da un paio di anni Pasquale Petrucci lavora ad un ciclo, cui ha dato il titolo di “Nuraghe contemporanee”, per il quale, quasi ossessivamente, fa ricorso all’immagine di un’iconografia urbana, quella dei cosiddetti cimiteri delle auto, che, ridotte a carcasse, finiscono, accatastate, con l’occupare spazi periferici della città, pur sempre appartenenti alla geografia dello sguardo. Sono composizioni che direi formulate alla luce di una dislocazione temporale: immagini, in sostanza, che l’artista ha memorizzato, restituendole con la presa di una fissità fotografica, secondo la prospettiva di una rigida composizione, col pensiero rivolto, evidentemente, a quelle case-fortezza di antichissima origine, costruite con mattoni troncoconici di pietra. Nuraghe contemporanee, per l’appunto, sul cui taglio di immobilità interviene la fascinazione del lessico e degli impaginati propri alla corrente della metafisica che l’artista richiama sovente in svariate testimonianze, come dettato-guida del proprio percorso creativo. Salvo poi a dover rilevare che le sue composizioni sono il frutto di studiate manipolazioni digitali. In sostanza, a precisare quanto sostenevo innanzi, l’artista lavora sul filo di un tempo duplice che lo spinge all’indietro, a riconsiderare il messaggio dechirichiano, fino ad assumerlo come motivo conduttore di questi dipinti, ed al tempo stesso in avanti, giungendo a tali narrazioni attraverso le più recenti pratiche di elaborazione “virtuale”. Nulla di strano del resto, dal momento che si tratta per una parte del contenuto e per l’altro della forma. Io sarei tentata pertanto, con l’occhio della distanza, vale a dire del non coinvolgimento diretto, a rileggere l’esperienza creativa di Petrucci fuori dall’inquadramento in una poetica i cui richiami appaiono labili ed anche un po’ rischiosi, come a dire occlusivi, per l’attualità della sua ricerca.  Collocando cioè la “pittura metafisica” per l’artista a livello di suggestione, giacché l’incanto di quella stagione, delle motivazioni che l’avevano generata nella stessa resa dei mezzi espressivi con i quali cercava di penetrare il mistero del reale, appaiono oggi di certo irripetibili, direi che va scorta, al contrario, nei suoi dipinti un’originale capacità di rapportarsi al quotidiano, di coglierne attraverso un’immagine prescelta, l’inquietudine, il disagio, le tensioni che accompagnano non solo la propria, ma una moltitudine di esistenze. In qualche modo Petrucci rivolge la propria attenzione ad un “paesaggio” che il XX secolo ci ha restituito come immagine tecnologica ed urbana, concentrandosi su un frammento di esso, nel quadro di una più generale indeterminatezza che vuole ormai, fino ai nostri giorni, completamente disgregata la possibilità di disegnare del reale un’immagine unitaria o quanto meno coerente allo sviluppo della storia umana. Forse è proprio rispetto a questo stato di coscienza, radicalizzata nella percezione soggettiva dello scenario nel quale siamo immersi, a doversi leggere l’inclinazione dell’artista alla ripetizione del soggetto iconico assunto, quasi una forma di coazione, favorita dall’uso stesso del mezzo espressivo. Si è detto infatti che Petrucci ha scelto il linguaggio della “medialità” come tecnica prevalente di queste creazioni che assurgono al valore di pittura, sia che si tratti di quelle tecniche miste, ottenute dall’amalgama di fotografia e colori ad olio, sia di quelle che lui chiama “fotocomposizioni” risultanti dall’applicazione della sola pratica digitale. Una scelta quest’ultima non casuale, da leggersi come valore aggiunto alla necessità di comunicare. Rimangono infatti centrali ed anche più icastiche in questo percorso opere quali Composizione NV 033, Elemento modulare viola, Equilibrio rosso, Clessidra, Fuego tutte del 2005, dove appunto l’artista gioca sull’interferenza della modulazione cromatica come elemento fondante della composizione che accoglie e distribuisce secondo svariate prospettive formali il medesimo soggetto (le auto demolite) seguendo ora la svettanza di precari equilibri verticali, ora la perpendicolarità di una linea orizzontale, fino all’accumulo (l’attrazione ascetica della montagna) o alla saturazione della pagina come in Fuego. Un’opera quest’ultima tra le più intriganti del ciclo, dove il soggetto si fa segno-scrittura, simbolo, assunto oltre il valore decorativo, quale tramite al disegno di uno scenario impenetrabile. Si tratta di paesaggi della mente, sui quali, ad acuire la percezione dell’artefatto, interviene la luce fredda del monitor, uniformante pur nella variazione delle stesure cromatiche. Campiture nette di rossi e neri, di verdi e blu, di grigi e blu, di gialli e rossi, artatamente studiati nel dosaggio di tinte e di toni. Soni i medesimi colori che, animati, ricompaiono nelle tecniche miste dove Petrucci si avvale dei pennelli, per riempire con la corposità dell’olio, vuoti ed interstizi creatisi nella registrazione fotografica del soggetto. Concettualmente la fuga da un possibile horror vacui si lega ad una variazione tecnica che ripropone per questi “paesaggi” l’esercizio della pittura dal quale l’artista è partito e che non ha mai tralasciato, al punto da recuperarlo, con maggiore evidenza, nelle ultime opere anch’esse inserite in questa serie. Esperienze nate dall’interazione tra linguaggi, forse tramite di nuovi sviluppi. Va da sé pertanto che questa pittura di geometrie solide e vivacemente colorate, di corpi vuoti e di armonie alluse (la ricorrente tromba), rompe il silenzio dal quale erano partite le inquietanti “nuraghe”. Nella prospettiva di uno straniamento, ne scompagina l’ordine formale. Quell’ordine attraverso il quale Petrucci ha insinuato la propria percezione della realtà, “enigmatica”, rimemorativa, perché carica di una forte tensione esistenziale. Un dato questo che ne ha sorretto buona parte del ciclo. Su questa spinta infatti l’artista ha aperto gli occhi sullo scenario contemporaneo, ne ha manipolato la sua connotazione di paesaggio, rincorrendo in qualche modo il “presagio” della sua disgregazione. 

marzo 2006

Presentazione critico letteraria delle opere pittoriche di P.Petrucci

                      curata  da   C A R L A     R U G G E R

      Association International des Critiques Littèraires-P A R I S –

Il trascendente: ecco la parola-chiave che dovrebbe recare maggior consapevolezza all’esistenza umana – pure se la finitudine ci appartiene, pure se lo sguardo non oltrepassa la linea tenue d’orizzonte.Esiste lo sguardo introspettivo,quel cercarsi dentro in un delirio quieto di sensi e spirito e da quell’ ancestrale recesso, proiettare all’esterno uno sguardo puro  levigato da ogni scoria-impedimento. L’arte pittorica di Petrucci Pasquale – arricchita di simboli, si rafforza in virtù di un colore impresso -ora con lievità-talora con spessore materico, o ancora, con la “forza collerica” che appartiene all’autore e al colore- questa entità che ci appartiene nel profondo e in vari aspetti seduce e turba, si sottomette perchè possiamo accogliere con i nostri occhi (G O E T H E ):”la totalità, ossia, l’equilibrio perfetto, perchè la ricerca della vita si avvale dei colori,dei suoni,da tutto ciò che i nostri sensi avvertono del mondo esterno e che forse,tutto sommato,esiste già dentro di noi.”

Dunque,inoltrarsi in questo percorso della memoria -memoria che si avvale della frammentarietà della vita,che si “nutre ” delle cose apparentemente inutili ma che nel contesto esse danno la misura della nostra esistenza- è necessario all’Autore nel raggiungimento di un’Idea, confidare in questa per raggiungere il fruitore, colui che non sa ma che porta in se il germe della conoscenza talora appiattita,o spenta, derivante dallo scenario epocale in cui sta vivendo.

Solo all’Artista è concesso il dono di indagare l’origine dell’essere ,il suo trasformismo, proiettarsi in una dimensione non estranea alla sua sete di appropriarsi delle verità ,o , parte di essere. Dono e sofferenza, indagine rigorosa,creatività-incontro.Questo lo scopo altissimo di un’Arte che tutto concede e tutto toglie se viene a mancare la purezza del gesto che è memoria e sintesi.Pasquale Petrucci ha in sè la forza creativa che lo spinge nel vasto mare delle possibilità, delle variabilità di un incontro con il materiale coloristico per una metafisica concezione delle cose e del mondo.Parlare di questa particolarissima visione che investe in forma teorica e pratica l’arte di Petrucci ,è addentrarsi in substrati di coscienze in cui affluiscono scopi e intenti, proiezioni dinamiche che sfociano in realtà rivissute e trasformate,in cui il fruitore possa rischiare la sua introspezione per nuova libertà di pensiero, di comunicazione.

Concretamente affermo che le personalità pittoriche di Petrucci assumono nello scenario artistico odierno una connotazione singolare-emergono con l’intrinseca peculiarità che è quella del comunicare-Cosa?L’oggetto trasfigurato e collocato nell’atto di evidenziare stati d’animo complessi -non solo: affermare che la loro comparsa non è mera intrusione -ma connotare, respingere l’ordinario,”illuminare” per istanti la comune visione di ciò che anima e ci circonda,affinchè il pensiero giunga a considerazioni che esulino dalla quotidianeità del vivere. Aggiungiamo l’introspettiva visione di una natura con i suoi”tagli” che incidono sul paesaggio in movimento. Essi sciolgono ancestrali legami che talora resistono per condurci in una corrente fluida di pensiero e sentimento del vivere .

Evidente la forza evolutiva del colore,quella spinta interna propulsiva,che anima le figure,gli interni-quel “paesaggio” dall’apparente immobilità, che risplende di luce propria e nel contempo ci raggiunge ,penetra nella nostra individualità di esseri finiti e irragionevoli.La donna-entità insostituibile,diventa e assume per volontà dell’autore- trasfigurata impreziosita da quel proporre elementi -chiave a diversificare la sua esistenza,a coglierla nell’affermazione di un reale che va oltre lo stesso- in uno spazio o dimensione che esula da tutto perchè unica e irripetibile la sua “entrata” nel mondo- mondo che lo stesso Autore desidera per la Donna libero da schemi e imposizioni-un emergere dal terreno della storia rivestita di una nuova identità- figura atipica in una dimensione che si affranca dalla materialità per giungere alla trascendenza,rompere il possibile e là -emergere con il suo enigma,le risposte incomplete ma che tuttavia danno la misura che la verità sta tra le cose e il mondo.

Pasquale Petrucci -con la sua indagine rigorosa verso una visione metafisica- apre una breccia verso questa direzione di idealità e di bellezza in cui l’osservatore possa incontrare una verità nel fondo delle cose o degli eventi che via via assumono metamorfosi e trascendenze nell’ordinario ritmo della vita. Da questo incontro-scontro con una realtà disarmante, la libertà di cogliere ciò che sta oltre -ciò che non si afferra,ma che è, esiste in noi, vive nell’animo dell’artista come una meta percorribile che lo condurrà in ipotesi illuminanti e di perfezione.

     C A R L A    R U G G E R

 

CASA DELL’ARTE Mestrino PADOVA

GABRIELLA NIERO

Tra figurazione e astrazione geometrica cresce e si sviluppa la poetica del maestro PETRUCCI PASQUALE che gradualmente raggiunge esiti compositivi calibrati.Gli oggetti nello spazio sono un motivo di ispirazione costante,un mezzo per scomporre la forma,per renderla inedita e vibrante.Il colore segue le modulazioni delle geometrie creando originali effetti di luce.

 GABRIELLA  NIERO

 

NATASHA  BORDIGLIA  associazione culturale diip

Il mondo delle auto demolite costituisce l’orizzonte entro cui si muove il ciclo di opere NURAGHE  CONTEMPORANEE, di cui fanno parte i pannelli Equilibrio Rosso e Clessidra. Il riferimento alla problematica del riciclaggio è costante e nelle due opere appena citate è accentuato dalla composizione. In Equilibrio Rosso le automobili si distribuiscono secondo linee ascendenti la cui forma porta l’occhio a vagare e a focalizzare  l’attenzione ora su un dettaglio, ora su un altro, per poi perdersi nel rosso dello sfondo. La lettura diviene possibile solo a distanza dove l’accumulo assume l’aspetto di penisola, di terra invasa da rottami, circondata da un mare ormai lontano dal suo colore originario.  Il gioco delle interferenze tra il soggetto rappresentato e il modo in cui occupa lo spazio si fa più esplicito in Clessidra dove è evidente il richiamo alla dimensione temporale, già dichiarata dal titolo stesso dell’opera.I colori scelti da Petrucci per questo pannello concorrono al senso generale dell’opera in cui la richiesta di attenzione per l’ambiente diviene ora monito.

NATASHA  BORDIGLIA

 

 

 

ALICE  CASTELLANI   Urbs Urbis  Collettiva d’Arte VERONA

L’artista affronta la dimensione della città in chiave europea, con uno sguardo capace, attraverso composizioni urbane, di evocare la connessione profonda tra canoni di bellezza differenti. Da una parte la fredda linea architettonica, dall’altra la morbida curva del corpo umano. Entrambe si lasciano modellare dalla luce per meglio evidenziare la propria bellezza. I modelli urbani presi in considerazione sono le principali capitali Europee, per rafforzare attraverso il linguaggio universale dell’arte, la consapevolezza dell’arricchimento collettivo del patrimonio artistico in una Europa unita. La tecnica mista vede foto in bianco e nero antichizzate sposarsi con i colori a olio su tela.

ALICE CASTELLANI

 

 

MARIAROSARIA BELGIOVINE

L’artista vive ed opera a Salerno, le sue opere sono visibili nella galleria virtuale del suo sito personale. La sua ricerca scorre fluida verso ansie comunicative guidate dalla sua introspezione artistica. Le opere di Pasquale Petrucci esaltano la traccia oculare; l’Artista si esprime con grande forza di creatività risolvendo costruzioni architettoniche, e filtrando figure simboleggianti strutture ed impostazioni segniche. La verticalità dell’opera combina vivaci armonie della memoria, in grado di definire un suo linguaggio espressivo, traducendo le atmosfere simboliche con metafore della realtà. Petrucci  traduce la sua libertà di comunicare con impegno e metodico studio, costantemente assorto nella sua fantastica creazione di mondi paralleli, cercando forme di energia emozionale nelle quali identificarsi ed estrarre forza vitale, vivacizzando la visione di ogni tema narrato con descrizione ai confini dell’incoscio.

MARIAROSARIA  BELGIOVINE

 

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